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Assegni di mantenimento, recupero crediti e come garantirsi pagamenti futuri

Il pagamento degli arretrati

Non è infrequente che il genitore tenuto a pagare un assegno di mantenimento per i figli non lo faccia spontaneamente.

Così come non è infrequente l’omesso versamento dell’assegno in favore del coniuge.

Non parliamo, poi, delle spese straordinarie per i figli, il cui diritto al rimborso rappresenta una fonte inesauribile di contenziosi tra i genitori.
Sia chiaro che sto parlando dei casi in cui c’è un provvedimento del Giudice (sentenza, decreto, ordinanza) che prevede il pagamento di un assegno di mantenimento per i figli e/o per il coniuge. Non di quei casi in cui, pur separati di fatto, nessun Giudice abbia ancora statuito sul punto.

Cosa fare se non viene pagato l’assegno di mantenimento?
Diffida di pagamento personale

La prima cosa che ti consiglio di fare è di mandare una diffida di pagamento al tuo ex, e di farlo tramite raccomandata o a mezzo pec, sempre che tu e il tuo ex siate entrambi dotati di posta elettronica certificata. Va bene anche il buon vecchio fax.

Nella diffida cerca di essere sintetico e preciso, indica la somma esatta di cui vai creditore, il perché ne vai creditore (contributo al mantenimento del figlio? assegno di mantenimento per te? spese straordinarie per i figli), e le mensilità a cui si riferiscono gli arretrati (ad esempio: contributo al mantenimento di nostro figlio relativo ai mesi di gennaio e febbraio 2021).

Se stai chiedendo il rimborso di spese straordinarie per i figli, elenca le spese che hai sostenuto e allega la copia delle ricevute.

Perché la diffida è importante?

E perché deve essere fatta tramite una raccomandata, una pec o un fax?

La diffida di pagamento non serve solo ad avvisare il tuo ex che stai facendo sul serio, ma anche ad interrompere la cosiddetta prescrizione.
A volte mi si rivolgono clienti che avanzano l’assegno di mantenimento da molti anni, e che non hanno mai mandato alcuna lettera di diffida. Gli devo dire che il loro diritto a recuperare una parte delle somme si è prescritto, non può più essere fatto valere. Perché?

Il diritto agli arretrati del mantenimento non è per sempre. Dopo qualche anno senza che sia fatto niente di concreto per farsi pagare, il diritto si prescrive e si perde: per l’esattezza, decorsi cinque anni dall’ultima scadenza di pagamento.

Ciò significa che se il provvedimento del Giudice prevede che il tuo ex debba corrisponderti il mantenimento per i figli entro il giorno cinque di ogni mese, sarà da quel giorno e dal quel mese che inizieranno a decorrere i cinque anni della prescrizione per quel rateo mensile del mantenimento.

Ti consiglio, quindi, di attivarti in quei cinque anni mediante l’invio della lettera di diffida di cui sopra, e con le modalità di cui sopra, raccomandata, pec o fax. Un semplice messaggio sul telefonino o una semplice email potrebbero non essere sufficienti a provare che in quei cinque anni hai “interrotto la prescrizione”.

Qual è l’effetto della diffida tempestiva?

Quello di far decorrere un nuovo termine di cinque anni per chiedere gli arretrati, salvando il tuo diritto nel tempo.

Discorso a parte per la prescrizione delle spese straordinarie

Il diritto a vedersi rimborsare le spese straordinarie anticipate per i figli si prescrive nel termine più lungo di dieci anni. Il termine inizia a decorrere dalla data della singola spesa.

Avrai, dunque, più tempo a disposizione per recuperare le somme, ma anche in tal caso dovrai attivati prima del decorso del decennio con la diffida di pagamento per non esporre il tuo diritto al decorso inesorabile del tempo.

Se la tua personale diffida per gli arretrati del mantenimento o per il rimborso delle spese straordinarie non sortisce alcun effetto, allora hai due strade, percorribili anche insieme, una civilistica e l’altra penalistica.

La via civile

Diffida di pagamento del legale

A volte è sufficiente inviare la cosiddetta “lettera dell’avvocato” perché il debitore dia segni di vita.
Come quella che ho consigliato di scrivere a te, anche la mia diffida avrà lo stesso contenuto, ma con l’aggiunta della concessione di un termine di qualche giorno per effettuare il pagamento spontaneo, e l’avviso che, decorso il termine senza pagamento alcuno, procederò al recupero del credito in via coattiva, con conseguente aggravio di spese legali.

Se il soggetto in questione è un osso duro, e anche la mia diffida rimane lettera morta, allora dovrò procedere in via esecutiva nei confronti del debitore.

Chiederò un decreto ingiuntivo se dovrò ottenere il rimborso delle spese straordinarie, o notificherò direttamente un atto di precetto se dovrò recuperare gli arretrati del mantenimento del coniuge o dei figli.

Decreto ingiuntivo per il rimborso delle spese straordinarie

In caso di separazione, divorzio o fine della convivenza, è previsto che vengano suddivise in una determinata percentuale (solitamente 50 e 50) le spese straordinarie, mediche, scolastiche, sportive e ludiche sostenute per i figli. Se vuoi saperne di più sulle spese straordinarie, leggi la pagina I FIGLI NEL CONFLITTO FAMILIARE.

Solitamente le spese straordinarie vengono anticipate dal genitore presso il quale i figli risiedono, che poi va a chiedere all’altro il rimborso della quota di sua spettanza.

Quando il rimborso non avviene spontaneamente, il genitore che ha anticipato le spese può recuperare il proprio credito in via esecutiva, ma prima deve ottenere dal Giudice un decreto ingiuntivo, allegando tutte le ricevute delle spese che ha affrontato.

In tal modo otterrà un titolo per procedere con un pignoramento nei confronti del genitore inadempiente.

Se il tuo ex, invece, non paga il mantenimento, non dovrai andare dal Giudice per ottenere un decreto ingiuntivo, ma potrai procedere direttamente con il pignoramento.

In entrambi i casi, è comunque necessario notificare al debitore un atto di precetto.

Atto di precetto

E’ un invito formalmente notificato al debitore di pagare il capitale, gli interessi e le spese legali entro il termine perentorio di dieci giorni, munito dell’avviso che in difetto si procederà ad esecuzione forzata dei suoi beni.

Stavolta il debitore non riceverà la busta bianca della lettera di diffida, ma la famigerata busta verde degli atti giudiziari, sperando che la cosa sortisca un qualche effetto e lo induca a pagare di sua spontanea volontà.

Se anche l’atto di precetto non lo spaventa e il debito non viene saldato nei dieci giorni, allora sarò costretta a ricorrere ad altri rimedi, in primo luogo al pignoramento.

Pignoramento dei beni del debitore

In tal caso è direttamente l’ufficiale giudiziario a vincolare i beni del debitore.

Ma cosa pignorare al debitore?

Il pignoramento può essere di due tipi:

  1. di beni mobili o beni immobili: si aggrediscono la macchina, la moto, un’immobile
  2. cosiddetto “presso terzi”: si aggrediscono il saldo del conto corrente, lo stipendio, la pensione, il dossier titoli, i canoni di locazione percepiti.

Non ti nascondo che il pignoramento è una procedura che non si esaurisce in due giorni, quindi armati di pazienza, ma ti garantisco che se il tuo ex ha qualcosa di pignorabile allora riusciremo a portarci a casa i tuoi arretrati.

Il problema si pone quando non c’è nulla di pignorabile: il saldo del conto è a zero, il tuo ex non ha uno stipendio o è già pignorato od oggetto di cessione del quinto, l’autovettura non vale niente e magari ha pure intestato a terzi compiacenti i suoi beni.

In tal caso, prima di attivare qualunque procedura che potrebbe comportare solamente l’esborso da parte tua di altre spese senza garanzia di recuperare un bel nulla, occorrerà valutare attentamente le possibilità di recupero. Nel caso non ve ne fossero, sarò la prima persona a dirti di lasciare perdere.

Ti consiglierò, però, l’altra via percorribile, quella penale, e di cui leggerai più sotto.

Le garanzie dei pagamenti futuri

Se hai dovuto fare un pignoramento al tuo ex perché non paga il mantenimento, se sei costretto ad andare dall’avvocato ogni tre per due perché senza diffida legale non paga, o se si presenta un’altra situazione di pericolo che non corrisponda il mantenimento, ci sono altri rimedi:

Si tratta di strumenti previsti dalla normativa in materia familiare volti a garantire l’adempimento degli obblighi economici stabiliti in sede di separazione o divorzio, e ad evitare che il creditore del mantenimento sia costretto a periodici atti di precetto e di pignoramento.

Sequestro conservativo dei beni del debitore

Su richiesta del coniuge creditore del mantenimento, il Giudice può disporre il sequestro di parte dei beni dell’obbligato.
Tale provvedimento presuppone la sussistenza di un credito già accertato dal Giudice, in sede di separazione o divorzio, e l’inadempimento, anche parziale, del coniuge onerato del mantenimento.

Il sequestro conservativo può essere richiesto a garanzia del pagamento sia dell’assegno di mantenimento in favore dei figli, che di quello in favore del coniuge.

Se, dunque, il tuo ex non ha pagato il mantenimento, il Giudice stabilirà l’importo massimo sino alla concorrenza del quale potrai procedere, tenendo conto della prevedibile durata dell’obbligazione di mantenimento a tutela della quale viene richiesto il sequestro.

Ordine di pagamento diretto al terzo

Se il tuo ex è scostante nel pagare il mantenimento, o lo paga solamente dopo ripetute diffide, o dopo aver subito un pignoramento, allora puoi chiedere al Giudice che ordini ad un terzo tenuto a che corrispondergli delle somme periodiche, che parte di esse venga corrisposta direttamente a te.

Il caso più frequente è quello dello stipendio.

Ti sei stancata di rincorrerlo perché faccia quel benedetto bonifico mensile?

Bene, chiederai al Giudice che ordini al suo datore di lavoro di pagare direttamente il mantenimento a te, detraendolo dalla busta paga del tuo ex.

Il tuo ex non ha più un lavoro, ma percepisce l’indennità di disoccupazione?

Bene, chiederai al Giudice che ordini all’Inps di pagare direttamente il mantenimento a te detraendolo dall’indennità.

Ipoteca giudiziale

Puoi iscrivere ipoteca sui beni del debitore quando vi è il concreto pericolo che non adempia al proprio obbligo di versare l’assegno di mantenimento.

Anche in questo caso dovrai avere una sentenza di divorzio o di separazione.

Una volta iscritta l’ipoteca, se il tuo ex non paga, potrai rivalerti immediatamente sul bene gravato dal vincolo.

Ritiro del passaporto

E’ un rimedio valevole solo nei confronti del genitore inadempiente al pagamento del mantenimento per i figli minori, ed è uno strumento di pressione molto efficace.

Se il tuo ex non paga il mantenimento per i figli minori, potrai chiedere al Giudice tutelare che disponga il ritiro del suo passaporto, o l’annotazione “non valida per l’espatrio” sulla sua carta di identità.

Affidamento in via esclusiva dei figli minori

In ultimo, ma non meno importante, il perdurante inadempimento da parte di un genitore agli obblighi di mantenimento dei figli minori può essere sanzionato anche con la richiesta di affidamento esclusivo dei figli stessi.
La richiesta è basata sul disinteresse affettivo e materiale dimostrato dal genitore che non si preoccupa del loro mantenimento e che, pertanto, li trascura. 

La via penale

La violazione degli obblighi di assistenza familiare

L’omesso pagamento del mantenimento per i figli o per il coniuge rileva anche sul piano penale.
Configura il reato di “violazione degli obblighi di assistenza familiare”, per il quale è prevista la pena della reclusione o della multa.

La condotta punita penalmente è quella di chi “si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio”, o di chi in qualsiasi altro modo “viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli”.

Personalmente consiglio la querela in casi limite, soprattutto quando l’omesso mantenimento assume i connotati della ripicca verso l’ex o della deliberata trascuratezza dei figli.

E’ certamente un’arma per ottenere il pagamento del dovuto, anche se in tempi biblici, ma può dare particolarmente noia specialmente a chi non abbia la fedina penale intonsa.

 

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